Come preannunciato su queste pagine, ha avuto luogo sabato scorso 2 maggio presso la Sala degli Specchi del nostro Municipio l’incontro sulla storia e le prospettive future dell’ESRIN in Italia.
A dispetto della collocazione temporale (tra il Primo Maggio e la festa dei SS Patroni dell città e dell’orario inusuale), è’ stata la felice risultante della decisione di collocare una delle nostre iniziative nel quadro più generale di “Europa in comune” (manifestazione nata da un’intuizione di Elisa Longobardi , promossa dall’Amministrazione comunale e curata dalla stessa Longobardi in collaborazione con Michele Arganini ), un passo in avanti verso una sempre maggior collaborazione e sinergia nelle attività delle molte associazioni culturali che operano nella nostra città.
L’evento “Cittadella della Scienza 3” ha chiuso un ciclo di tre incontri organizzati dalla nostra associazione su impulso del socio Paolo Brunelli relativi ai tre più grossi centri di ricerca dell’ormai storica area di via Enrico Fermi: ENEA, INFN e appunto ESRIN.
Dopo le introduzioni di Michele Arganini per “Europa in comune” e quella di Massimo Giovannotti, nostro Presidente, è seguito un intervento breve ma intenso di Paolo Brunelli il quale a conclusione del ciclo di incontri, ha evidenziato la diversità delle rispettive missioni: ricerca pura quella dell’INFN; ricerca applicata quella dell’ENEA; ricerca ma anche, almeno nella fase iniziale, produzione e commercializzazione di servizi quella dell’ESRIN, soffermandosi poi sull’impatto positivo che l’insediamento di una così alta concentrazione di laboratori ha avuto sul territorio a livello economico e sociale.
E’ stata poi la volta di Maria Pilar Milagro-Perez, Copernicus Space Component Technical Officer, che in due distinti interventi ha prima fornito una panoramica su nascita, evoluzione e attuale organizzazione dell’ESA, al cui interno si colloca ESRIN, evidenziando anche come l’Italia sia uno dei maggiori contributori dell’Agenzia, e successivamente, con un intervento particolarmente interessante e ricco di informazioni, ha descritto l’ininterrotta crescita dell’importanza e del ruolo delle attività di ESRIN in seno all’ESA, con particolare riguardo all’Osservazione della Terra, un comparto in cui il centro di Frascati ha raggiunto primati di livello internazionale e detiene il coordinamento mondiale della gestione dei dati sui disastri terresti (alluvioni, terremoti, incendi, inquinamenti e altro) al fine di coordinare e garantire alle aree interessate nel più breve tempo possibile la disponibilità di detti dati rilevati dalla rete di satelliti orbitanti intorno al pianeta.
Nel mezzo di questi due interventi c’è stato quello di Gianfranco Alvisi, già direttore della divisione Sistemi Informativi, il quale non senza un pizzico di nostalgia o commozione, se non da parte sua, certamente da parte dei numerosi ex colleghi presenti in sala, ha raccontato i tempi pioneristici dell’ESRIN, dal 1975, anno della sua nascita fino alla fine degli anni ’90, ricordando quando in seno all’ESA, che contava meno di 50 addetti, il Centro di Frascati veniva spesso visto come un Centro “politico”, frutto dell’ambizione dell’Italia di avere un proprio centro ESA sul territorio nazionale; al tempo la maggior parte del lavoro consisteva nella gestione di dati e nella elaborazione di servizi informativi per la stessa Agenzia o per l’industria privata; quando l’informatica moderna era ancora agli albori e i dati tra terminali si trasmettevano ancora mediante accoppiatore acustico telefonico viaggiando “alla straordinaria velocità di 120 o 240 bit al secondo mentre oggi un normale telefonino viaggia a 30 milioni di bit”.
In questo scenario ESRIN ha saputo crescere, progredire e guadagnarsi credibilità; ha saputo realizzare nuovi sistemi informativi, portare su di sé la gestione centralizzata di tutti i dati amministrativi dell’Agenzia (fatturazione, contratti, gare di appalto, ecc.) fino a gestire anche tutti i dati di carattere scientifico relativi ai risultati delle missioni e quelli di supporto alla realizzazione dei nuovi progetti e, in sostanza, a chiudere la sua prima fase di sviluppo e a trasformarsi in ciò che è oggi! L’ESRIN, ha sottolineato Alvisi, è stato il centro ESA che nel tempo è cresciuto più di tutti gli altri e oggi è dieci volte più grande di quel che era alla sua nascita. Questa sua affermazione è testimoniata non solo dalle dimensioni del centro che tutti noi possiamo osservare scendendo lungo via Enrico Fermi, ma anche dalla crescita del numero dei suoi dipendenti, dai meno di 50 del 1975 ai circa 500 di oggi, dei quali 150 staff.
Al termine della Conferenza sono state raccolte le adesioni dei presenti per la partecipazione alla visita guidata riservata ai nostri Soci prevista per il prossimo 18 giugno.
(il testo di cui sopra è stato liberamente tratto dal post sulla pagina FB del socio Achille Nobiloni)

















