Storia di Frascati
Le epoche, i protagonisti e gli eventi che hanno reso Frascati ciò che è oggi: dalle origini antiche alle trasformazioni moderne, tra memoria storica e patrimonio culturale.
Origini
Frascati sorge a 320 metri sul livello del mare, sulle pendici settentrionali del monte Tuscolo, e fa parte dei quattordici Comuni noti come Castelli Romani. Questi centri, in epoca medievale, furono fortificazioni strategiche delle grandi famiglie nobili romane.
Il centro storico della città — articolato attorno a piazza del Mercato, via dell’Olmo, piazza Paolo III e piazza San Rocco — si sviluppa verosimilmente sui resti della villa romana di Caio Passieno Crispo, secondo marito di Agrippina, madre dell’imperatore Nerone. Accanto a questa, gli scavi archeologici hanno rivelato tracce della villa suburbana di Lucullo, uno dei più raffinati esponenti della cultura romana del I secolo a.C.
Questi ritrovamenti confermano che il territorio era già abitato in epoca romana, probabilmente non come centro urbano, ma come zona rurale al servizio delle numerose ville patrizie che punteggiavano il colle tuscolano. A partire dal I secolo a.C., infatti, le famiglie più influenti di Roma scelsero questa zona per costruire le loro residenze di villeggiatura, dando origine a un paesaggio culturale e architettonico di straordinario valore.
Questa vocazione residenziale e aristocratica si consolidò nel XVII secolo, quando le ricche famiglie papali, affascinate dalla storia e dalla bellezza del territorio tuscolano, decisero di edificare qui le proprie residenze suburbane. Nacquero così le celebri Ville Tuscolane, capolavori di architettura e paesaggio, che ancora oggi testimoniano il prestigio e il fascino senza tempo di Frascati.
Caduta Impero Romano
Alla caduta dell’Impero Romano le ville romane vennero progressivamente abbandonate e subirono il saccheggio delle orde barbariche che si riversarono su Roma. A tali devastazioni non sfuggì la villa dei Passieni ed è da ritenere che i coloni che vi lavoravano, scampato il pericolo e dopo un primo momento di dispersione, siano tornati nei pressi di quelle rovine ed abbiano cominciato ad adattarle per un sicuro riparo dalle intemperie. Man mano si ingrossò il numero dei rifugiati, sicchè cominciò a delinearsi un primitivo centro abitato.
Alto Medioevo
Il periodo dell’alto Medioevo è scarsamente documentato; per trovare una prima certa notizia storica dobbiamo arrivare al pontificato di Leone IV e precisamente ad uno scritto del suo bibliotecario Anastasio dell’ 847 nel quale sono elencati i donativi (in paramenti sacri) fatti dal papa alle tre Chiese di “Frascata”: S.Sebastiano, S.Maria e S.Vincenzo. Tale testo ci fa chiaramente intuire che Frascati nel IX secolo aveva un nucleo urbano sviluppato, con un numero di abitanti non esiguo, se poteva contare su ben tre luoghi di culto.
Seguì l’epoca contraddistinta dalle alterne vicende della potente casata imperiale dei Conti di Tuscolo, che per più di due secoli dominò incontrastata su buona parte del Lazio e su Roma stessa, influenzando e determinando l’elezione stessa dei pontefici (ben otto suoi esponenti si sedettero sul soglio di Pietro). Frascati naturalmente ne seguì le fortune e dopo la distruzione della rocca di Tuscolo, ad opera delle truppe romane il 17 aprile 1191, buona parte dei sopravvissuti vi trovò rifugio, andando così ad incrementare l’originario abitato.
Medioevo
A Seguito di questi eventi, il 25 novembre 1200, Innocenzo III assegnò il castello di Frascati alla Basilica di San Giovanni in Laterano, come bene feudale. Tale possesso fu confermato poi da Onorio III nel 1216 e da Innocenzo IV nel 1244: Frascati entrava così nei possedimenti della Chiesa. Un documento redatto nella metà del 1300 (la “Cronica” di un anonimo romano) ci dà notizia del fatto che nel 1354 Cola di Rienzo “In Frascati teneva masnata de fanti e de arcieri”; si allude alla guerra che il tribuno romano stava portando contro i Colonna di Palestrina, ma essa fa capire come il castello di Frascati fosse, all’epoca, un ben munito rifugio per le truppe, possedendo una cinta di mura in grado si sopportare un eventuale assalto nemico.
Alla metà del 1400 Pio II mise mano al consolidamento di quelle mura, riconoscendo evidentemente l’alto valore strategico del luogo, così prossimo a Roma ed in grado di sbarrarne l’ingresso da sud.
Il 14 ottobre 1478 diviene signore di Frascati il cardinale Guglielmo d’ Estouteville, avendo ricevuto il feudo come garanzia per un prestito di 20.000 scudi d’oro concesso alle sfinite casse pontificie. Il d’Estouteville diede mano ad importanti lavori: sistemò l’assetto viario, ricostruì la Rocca, fornì il borgo di un acquedotto.
Primo Statuto
Arriviamo così al 1511, anno nel quale Giulio II infeudò Frascati a Marcantonio Colonna, quale dote per le nozze che questi aveva contratto con la nipote Lucrezia della Rovere. E al 25 febbraio 1515 risalgono i 113 articoli che compongono lo Statuto che il Colonna diede a Frascati: la prima organica organizzazione legislativa dell’abitato. In essi vengono codificati tutte le norme di comportamento cui dovranno assoggettarsi gli abitanti di Frascati e con essi Frascati entra a pieno titolo nell’era moderna.
Il grande papa Paolo III Farnese, già Vescovo tuscolano, elevò il castello di Frascati al rango di Città e restituì ad essa il nome di Nuovo Tuscolo “Tusculum Novum” nel Concistoro dell’ 11 gennaio 1538, riconducendone il possesso alla Camera Apostolica; provvide nel contempo ad ampliare le mura ed a ridisegnare il centro urbano, opera alla quale attese il Sangallo. Paolo III fu anche il primo a farsi costruire una villa nel territorio di Frascati; risale difatti al 1546 la villa Rufina, la prima delle dodici maggiori ville tuscolane che in meno di un secolo cinsero Frascati con le loro magnificenze architettoniche e con i tesori d’arte in esse raccolte.
Cinquecento e Seicento
Il momento storico che va tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento fu per Frascati veramente eccezionale: in quelle stupende ville risiedettero papi, cardinali ed i maggiori esponenti della nobiltà romana; in esse lavorarono i più insigni artisti del momento (Della Porta, Fontana, Borromini, Cesari, Muziano ed altri), facendo di Frascati la meta preferita dei maggiorenti dell’Urbe che qui cercavano riposo dagli affanni del governo di Roma, ritemprando il corpo e lo spirito in un rinnovato paradiso di quiete e di bellezza naturalistica. Tutto cessò quando Urbano VIII scelse come residenza estiva la villa di famiglia a Castel Gandolfo, spostando, da allora in avanti, il baricentro politico del papato da Frascati che ne risentì soprattutto nella cessata centralità del suo ruolo e con il conseguente progressivo abbandono delle ville, che iniziarono così un lento declino.
La Città, comunque, vide nuovamente ampliate le sue mura ad opera di Innocenzo X, che vi inglobò tutto il nuovo quartiere sorto a ridosso ed a monte della nuova cattedrale di San Pietro.
Il Settecento
Durante il 1700 Frascati divenne una delle mete privilegiate da inglesi, francesi e tedeschi che, alla ricerca delle emozioni che potevano dare le antiche vestigia romane, affluivano a Roma e che non si facevano sfuggire l’occasione di passare qualche giorno a Frascati per visitare le rovine del Tuscolo e le ville nobiliari con i loro tesori d’arte. Nei diari di viaggio di Montesqieu, Stendhal e Goethe Frascati trova spesso menzione, in quanto riusciva a destare nei viaggiatori del “Grand Tour” quelle sensazioni alla base del Romanticismo allora nascente.
Con il dominio francese su Roma, anche Frascati entrò nell’orbita dell’ Impero napoleonico, anzi qui risiedettero, a più periodi, Letizia, la madre di Napoleone, e Paolina, la sorella; ma soprattutto l’altro fratello, Luciano, che acquistò la villa Rufinella facendone la base per i suoi dissennati scavi al Tuscolo.
Il 7 luglio 1856 venne inaugurata la prima tratta ferroviaria dello Stato Pontificio che collegava Roma proprio con Frascati. Questo evento significò per la Città un passo importante nel processo di modernizzazione e favorì nuovamente il flusso turistico verso le sue bellezze.
Il 2 ottobre 1870 Frascati aderì al Regno d’ Italia mediante un plebiscito; i favorevoli furono 996, i contrari 4.
Conflitto Mondiale
Gli eventi della prima guerra mondiale non produssero danni materiali a Frascati, grazie alla lontananza dal fronte, ma sicuramente ne fecero alle tante famiglie che ebbero dei morti in quell’evento.
Ben più gravi furono invece le distruzioni riportate dall’abitato nel corso del secondo conflitto mondiale; a Frascati era installato il comando generale tedesco OBS (Oberbefehlhaber Sued) per lo scacchiere meridionale agli ordini del feldmaresciallo Kesselring e con l’obiettivo di distruggerlo, gli alleati l’ 8 settembre 1943 bombardarono pesantemente la Città: i morti civili furono più di seicento e andarono distrutte e lesionate quasi il 90% delle abitazioni.
Con il dopoguerra iniziò la lenta opera di ricostruzione ed oggi Frascati è una moderna Città, fornita di ogni servizio, ma attenta alla salvaguardia della sua millenaria storia.
