“Gli sfollati” di Luciano Ghelfi: a Frascati la presentazione del romanzo storico sull’8 settembre 1943

In occasione dell’82° anniversario dell’8 settembre 1943, data che segnò una ferita profonda per l’Italia e per la città di Frascati, l’Associazione Tuscolana Amici di Frascati rafforza la collaborazione con l’Associazione “Calasanctius” e propone un nuovo appuntamento culturale di grande rilievo.

Venerdì 19 settembre, alle ore 17.15, presso la Sala conferenze delle Scuole Pie (Via SS. Filippo e Giacomo, 34 – Frascati), sarà presentato il volume Gli sfollati (Rai Libri) di Luciano Ghelfi, giornalista RAI e scrittore.

Il romanzo racconta la vicenda di una famiglia numerosa costretta a fuggire dopo l’8 settembre 1943, tra paure, privazioni e speranze. Una storia privata che diventa specchio di un dramma collettivo, quello di migliaia di italiani improvvisamente travolti dal caos della guerra e dall’incertezza del futuro.

La presentazione sarà introdotta da Padre Maurizio Fagnani, Rettore delle Scuole Pie di Frascati, e da Roberto Eroli, storico e studioso locale, che offriranno un inquadramento storico e culturale al contesto del romanzo.

Con questo appuntamento, le due associazioni confermano il loro impegno nel custodire la memoria storica e nel promuovere la riflessione attraverso la letteratura.

Sinossi dell’opera

Notte dell’8 settembre 1943: una famiglia numerosa scappa dalla guerra. Scappa con i soldati italiani per sfuggire ai tedeschi. La liberazione sembra imminente, gli alleati sono in vista, ma in mezzo c’è un fiume, il Garigliano, che diventa lo spartiacque di due mondi, la linea difensiva che i nazisti terranno con più decisione, spaccando in due l’Italia. Per la povera gente è l’inizio di un’odissea, fra fughe sulle montagne, rastrellamenti e partenza forzata in carro bestiame, verso una destinazione ignota. Con ostinazione la famiglia Pizza cerca di rimanere unita senza perdere la dignità. Il convoglio dei disperati si ferma a Mantova, la destinazione finale è un piccolo paese di campagna, Bozzolo, dove un prete speciale, don Primo Mazzolari, accoglie gli sfollati. Ma l’odissea non è ancora conclusa: ogni volta che la normalità sembra recuperata, la guerra torna a rimettere tutto in discussione. Tocca fuggire dalla fuga, quasi senza fine.